Progetto NUKE

Meno certezze, più scienza!

di Davide Scarpa

Sempre più spesso, attraverso gli organi d’informazione, veniamo posti di fronte alla necessità di “avere un’opinione” su un’enorme molteplicità di temi, spesso tecnici, senza che ci vengano dati gli strumenti per costruire tale opinione. Anzi, troppo spesso, ci vengono offerte opinioni preconfezionate a cui aderire in modo acritico a seconda della nostra inclinazione politica.
Le posizioni assunte in questo modo sono irremovibili e non consentono confronti costruttivi. Sono irremovibili in quanto dogmatiche e sono dogmatiche in quanto indisponibili ad essere messe in discussione.
La possibilità di mettere in discussione una posizione è condicio sine qua non di due pilastri del vivere umano: la democrazia e la scienza.

È per questa concordanza di principi che la corretta e ampia applicazione del metodo scientifico nel dialogo democratico può dare maggiori garanzie a quest’ultimo. Non a caso Karl Popper si è occupato assiduamente dell’uno e dell’altro.

Posti di fronte a scelte che potrebbero cambiare la nostra vita e condizionare quella delle generazioni future, dobbiamo dunque predisporci a valutarne le conseguenze e a confrontare gli esiti delle nostre valutazioni con quelle di altri.

Il processo valutativo per agevolare il confronto deve dunque essere:

  • Logico, composto cioè di fasi sequenziali;

  • Razionale, con attribuzione di giudizi di valore sulla base di criteri esplicitati, condivisi e dimostrabili;

  • Coerente, in assenza di contraddizioni tra l’apparato analitico e i giudizi di valore attribuiti.

 

-          È da sottolineare che la valutazione non ha un efficacia predittiva degli esiti delle scelte, ma soltanto preventiva degli effetti. La validazione avverrà poi sul campo, dal monitoraggio degli effetti.

Certo, questo non fornisce quelle certezze che spesso si inseguono a supporto delle decisioni, ma responsabilizza ancor di più e rende necessariamente il più ampiamente condivisa la scelta finale.
La procedura valutativa naturalmente non è possibile se manca l’oggetto valutativo. Il dettaglio di cui disponiamo relativamente all’oggetto condiziona tutta la procedura. È dunque importante partire da un’analisi rigorosa, supportata da dati di cui sia verificabile la qualità (metodo di raccolta e contestualizzazione). Per un progetto da realizzarsi sarà dunque importante avere il maggior dettaglio possibile del progetto e dati di analisi relativi a oggetti il più possibile simili a quello in progetto e in contesti il più possibile simili a quello territoriale in cui il progetto s’inserisce. Diverrà quindi indispensabile citare fonti, contesti e qualità dei dati reperiti, come anche evidenziare eventuali lacune.

È con queste fondamentali premesse che è iniziato il lavoro degli studenti coinvolti nel progetto Nuke.
L’introduzione all’argomento che avrebbero dovuto affrontare si è svolta in due incontri con saperi esperti. Dapprima hanno conosciuto l’oggetto di valutazione, le centrali nucleari, con Mirco Rossi, divulgatore scientifico su temi energetici da quasi un decennio. Per alcuni anni è stato coordinatore dell’azione divulgativa che l’Enel offriva al sistema scolastico del Triveneto. Membro dell’ASPO (Associazione per lo Studio de Picco del Petrolio) realizza conferenze e partecipa a dibattiti organizzati da gruppi culturali e associazioni.
Poi hanno approcciato il metodo valutativo in termini scientifici col professor Giovanni Campeol, docente di “Valutazione ambientale strategica e di incidenza: casi studio”, presso la Facoltà di Pianificazione del Territorio e di “Valutazione ambientale dei progetti e dei piani urbanistici: metodologie e tecniche applicative”, presso la Facoltà di Architettura di Venezia.
In seguito, il lavoro di analisi è avanzato in parziale autonomia, dividendo la classe in gruppi corrispondenti alle diverse discipline necessarie alla valutazione di un progetto: tecnologia, economia, sociologia, medicina, ecologia. Ciò a sottolineare la necessità di approccio multidisciplinare.
Qui i ragazzi si sono confrontati con la difficoltà di reperire dati e di contestualizzarli trasformandoli in informazioni.
Così si è deciso di proseguire comunque lavorando con ciò che era disponibile ed evidenziando le lacune conoscitive. Anche la difficoltà di reperire dati sul tema è significativa nell’approccio scientifico.

La parte più delicata dell’esercizio valutativo è arrivata con la messa a punto degli strumenti valutativi.
Per rendere lo strumento efficace e di maggior immediatezza comunicativa è infatti utile costruire delle scale di valutazione con cui misurare il peso degli effetti del progetto.
La costruzione della scala di valori deve avvenire con metodo chiaro, scegliendo gli estremi della scala e definendone i gradi come viene fatto, per esempio, con una scala termica. Ancor meglio se al valore qualitativo ne viene associato uno quantitativo. Esso agevolerà i confronti e permetterà di sommare e/o sottrarre il peso degli effetti. Inoltre, è possibile anche attribuire ulteriori valori di ponderazione a seconda del rilievo che s’intende dare ai tipi d’effetto. Per esempio, a parità di valore assoluto, potremmo considerare comunque più “pesanti” effetti sulla salute che di altro tipo.
Ogni componente potrà essere misurata con scale diverse, ma poi, con metodo proporzionale, tutte dovranno essere espresse con la medesima scala. Ciò per garantire la possibilità dell’utilizzo finale di un’unica scala degli effetti cumulati che esprime il peso totale del progetto.

Nel caso specifico si è chiesto ai ragazzi di utilizzare scale con un range +5/-5, dove 5 è il valore massimo/minimo assoluto e +/– indicano la natura positiva o negativa degli effetti.
Applicando tale metodo alla valutazione dell’energia nucleare e alla sua comparazione con le altre fonti energetiche è stato possibile costruire una matrice valutativa del seguente tipo, incrociando le componenti ambientali con le diverse soluzioni energetiche:

 

Nucleare

Gas

Petrolio

Carbone

Idroelettrico

Solare

Eolico

Tecnologiche

 

 

 

 

 

 

 

Economiche

 

 

 

 

 

 

 

Ambientali

 

 

 

 

 

 

 

Sociologiche

 

 

 

 

 

 

 

Mediche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 In questo modo le diverse fonti possono porsi in un range +25/-25.

I risultati, a cui i ragazzi sono pervenuti, risultano palesemente viziati dalla carenza di dati relativamente, in particolare, alle fonti usuali d’approvvigionamento energetico. La qual cosa non ha permesso un confronto attendibile tra le diverse opzioni tecnologiche, ma ha comunque portato ad un’importante informazione: la difficoltà per un sapere comune di reperire dati su cui forgiare un’opinione frutto di confronti e ponderazioni. È importante, nel momento in cui ci si rivolge a strumenti e istituzioni formative, come anche ai mezzi di comunicazione, porre la questione della completezza e dell’attendibilità delle fonti, da cui dipenderà poi l’oggettività e solidità delle opinioni. Questo è probabilmente uno dei risultati più importanti a cui è pervenuto il progetto Nuke. Significativa è stata la considerazione di alcuni studenti rispetto alla loro opinione iniziale sulla questione nucleare. Il progetto li ha portati ad avere un’opinione più oggettiva e meno certa. In altre parole, più scientifica!
Tornando a Popper: “Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere”.