Introduzione: contesti di senso

Nell’anno scolastico 2009/10 è stato attuato nella classe III C Brocca un progetto didattico, denominato Nuke, con lo scopo di valutare l’impatto ambientale di un ipotetico impianto nucleare nel territorio di Chioggia.
L’attività didattica, inserita nei piani di lavoro delle docenti Ioletta Martelli (Italiano) e Roberta Predonzan (Chimica) e finanziata dalla scuola come progetto di ampliamento dell’offerta formativa,  si è svolta con la collaborazione della cooperativa Hyla che gestisce il Centro di educazione ambientale del comune di Chioggia nella persona del dott. Davide Scarpa, esperto VIA.
Il progetto si prefiggeva di raggiungere le seguenti finalità:

  1. promozione di una cultura critica nei confronti delle politiche energetiche future,
  2. promozione di competenze di cittadinanza attiva.

La prima finalità è legata alla necessità di far comprendere alle giovani generazioni l’importanza di un approccio scientifico ai problemi che oggi si pongono con urgenza alla società, se per approccio scientifico si intende l’affrontare lo studio di un fenomeno o di un problema con rigore verso le conoscenze che la scienza offre per la  comprensione dello stesso, utilizzate in modo democratico e critico nel senso del procedere all’analisi dei fatti nel rispetto delle diverse opinioni informate, senza asserzioni  aprioristiche e non motivate.

 La seconda finalità risponde alla promozione di competenze considerate urgenti per la comunità europea , espresse come competenze chiave per l’apprendimento permanente.

L’argomento scelto, per certi aspetti è solo pretestuale nel senso che non interessava tanto l’argomento in sé quanto gli aspetti metodologici ed educativi che attraverso esso si potevano promuovere e/o implementare.

Il pretesto, infatti, è venuto dalle notizie di attualità politica, in particolare la volontà del governo italiano di rilanciare l’opzione nucleare per fronteggiare il problema delle esigenze energetiche nel prossimo futuro. È ufficiale, infatti, la dichiarazione del presidente del Consiglio che l’Italia avvierà nel 2013 la costruzione di 4 centrali nucleari di terza generazione,  della potenza di 1600 MW ciascuna. Si tratta di una scelta strategica particolarmente delicata perché interessa un paese che già nel passato, 23 anni fa, si è espresso con una consultazione referendaria dicendo no al nucleare (a ragione o a torto, non è questa la sede per affermarlo) pagando, in termini economici e politici, le conseguenze di tale scelta. Volevamo aiutare i ragazzi a riflettere proprio su questo aspetto, non per cavalcare l’onda di posizioni ideologiche pro o contro il nucleare ma proprio per aiutarli a comprendere che qualsiasi opinione deve emergere da un processo di informazione critica e oggettiva e non deve soccombere a posizioni soggettive, prese di “pancia” e basate su convinzioni preconcette.

Nella scelta dei siti idonei alla costruzione di opere delicate come una centrale nucleare, rivestono importanza i fattori cosiddetti “tecnici”, quali ad esempio abbondanza di acqua per il raffreddamento del reattore, luoghi non a rischio geologico etc. Fattori che sembrano indicare il territorio chioggiotto o il vicino Polesine come idonei all’istallazione della centrale.  La notizia, mai confermata ufficialmente, almeno fino ad oggi, ha comunque suscitato agitazione nella popolazione, è stata diffusa dai media, a volte smentita, e ha già provocato la reazione di alcuni cittadini organizzatisi in movimenti “no nuke”. Come per ogni grande opera pubblica, l’esperienza passata solleva il fatto che non è possibile calarla dall’alto senza il coinvolgimento della popolazione, l’informazione corretta e la condivisione delle problematiche, dei vantaggi e della gestione controllata e rassicurante degli eventuali svantaggi; in poche parole il consenso sociale è garanzia di successo della realizzazione delle grandi opere ad elevato impatto ambientale. A questo riguardo è sempre più frequente in Italia il fenomeno noto con l’acronimo Nimby (not in my backyard - non nel mio giardino) che sembra in forte aumento negli ultimi anni e che sembra essere legato alla bassa alfabetizzazione su questi argomenti, ma anche ad una scarsa qualità della informazione, libera e non di propaganda.

 Il progetto didattico realizzato non si può certo considerare completo sul piano della completezza delle informazioni scientifiche analizzate, la realizzazione affidata a studenti ancora abbastanza giovani rispetto al piano di studi triennali non poteva contare su requisiti di conoscenza scientifica ancora idonei alla totale comprensione degli aspetti tecnico – scientifici, ma dovevamo “cogliere l’attimo” facendo lavorare gli alunni su un problema urgente dal punto di vista sociale per promuovere quelle competenze chiave considerate fondamentali nella società moderna. Dal punto di vista pedagogico può essere considerato un punto di partenza sul quale, nel corso del triennio, costruire nuova conoscenza scientifica e corretta mentalità critica.

Peraltro, dell’attualità e dell’importanza dell’argomento si erano già accorti gli studenti della nostra scuola, tanto da spingere i rappresentanti di istituto ad organizzare nell’autunno 2009, un’assemblea di istituto sul tema delle problematiche energetiche; tema affidato alla relazione di un esperto divulgatore di temi energetici, Mirco Rossi.